Decidi Te Stesso

Tutti i giorni ci troviamo a fare delle scelte che ci appaiono più o meno importanti. Ma diamo il giusto peso alle decisioni? A quale metodo ci affidiamo per fare le scelte migliori?

Questo articolo è liberamente ispirato da un intervento su Ted.com del professor Sheena Yengar.

“È nel momento delle decisioni che plasmiamo il nostro destino”
A.Robbins

Tutti i giorni ci troviamo a fare delle scelte che ci appaiono più o meno importanti: che sia cosa mangiare per colazione, o a quale ragazza chiedere di uscire o anche che percorso fare per andare al lavoro la mattina, in qualche modo influenziamo il nostro futuro generando ad ogni bivio un’enormità di variabili e quindi di scenari possibili.
Ma diamo il giusto peso alle decisioni? A quale metodo ci affidiamo per fare le scelte migliori?

È chiaro che la storia interattiva della prima parte del libro, è un gioco artefatto per esaltare l’importanza del momento delle scelte apparentemente più banali, però in effetti non si discosta così tanto dalla realtà; hai notato quanto può cambiare la tua vita a partire dalla piccole scelte di ogni giorno? Pensa allora a quanto possono incidere le decisioni veramente importanti! Questa purtroppo non è una mia teoria, ma è una cosa cui sicuramente anche tu hai già pensato e molti altri prima di noi, ma il primo scienziato a descriverne le caratteristiche come una teoria vera e propria fu il matematico statunitense Edward Norton Lorenz che presentò alla conferenza annuale della American Association for the Advancement del 1979 , una relazione in cui ipotizzava che il battito delle ali di una farfalla in Brasile, a seguito di una catena di eventi, potesse provocare una tromba d’aria nel Texas. Questa suggestiva relazione diede il nome al cosiddetto butterfly effect, o effetto farfalla.

Ma cosa c’entra il battito d’ali di una farfalla?
Durante una secca giornata d’estate, un uomo sta passeggiando all’ombra di un bosco per trovare tregua dal caldo e godersi un po’ di fresco. Si rilassa fumando una sigaretta e una volta finita, getta il mozzicone per terra. Questa cade per caso sopra un fazzoletto di carta caduto incosapevolmente a un villeggiante. Dopo aver preso fuoco, il fazzoletto sta consumare se stesso e le fiamme per spegnersi definitivamente, quando incontra un piccolo arbusto secco ucciso da un coleottero e vi trova una facile esca. Le fiamme vengono alimentate da un leggero venticello proveniente da Nord. Qualche scintilla si fa padrona di un altro arbusto li vicino. Il vento continua ad attizzare il fuoco, che si propaga ad altri 3 alberi. Ogni albero in fiamme ne infiamma altri quattro. Nel giro di pochi minuti tutto il bosco è in preda alle fiamme. Tutto questo per un piccolo parassita che ha ucciso un arbusto e per un mozzicone di sigaretta caduto su un fazzoletto usato.

decisioni-effetto-farfalla

Secondo la teoria del caos o ciò che prese il nome di effetto farfalla, non è possibile prevedere l’evoluzione dei sistemi complessi non lineari. Nei sistemi lineari, la variazione dello stato finale di un sistema è direttamente proporzionale alla variazione generata nello stato iniziale: ad esempio, colpendo leggermente più forte una palla, questa andrà più lontano.
Al contrario, sono non lineari tutte quelle situazioni di un sistema in cui anche piccolissime variazioni delle condizioni iniziali producono differenze non prevedibili o calcolabili nello stato finale. 
Un sistema può anche comportarsi in modo caotico in certi casi e in modo non caotico in altri. Ad esempio, da un rubinetto non chiuso le gocce cadono in una sequenza regolare; variando leggermente l’apertura del rubinetto, si può far sì che le gocce cadano invece in modo irregolare, appunto caotico. Ancora, il movimento regolare di un pendolo fissato ad un appoggio elastico, diventa caotico.

Questa incontrollabile ramificazione del futuribile mi ha sempre affascinato profondamente e spesso mi ha creato problemi nel prendere decisioni, ho avuto difficoltà a prendere una decisione sul percorso universitario che rispecchiasse al meglio le mie attitudini e trovare la professione che tirasse fuori tutta la mia carica, ho fatto fatica a prendere la decisione di abbandonare il mio vecchio lavoro e cominciare una nuova attività dal nulla, ho sempre trovato estenuante decidere se continuare una relazione o mandare tutto all’aria, insomma anche se ora sono felicissimo di alcune mie scelte, per altre avrei preferito fare una scelta ponderata da un metodo che mi aiutasse a fare la cosa più giusta per me.

E allora mi sono chiesto: “Come posso fare sempre la scelta giusta? Come posso prendere decisioni eccellenti e non avere rimorsi?” E tu attualmente quali decisioni importanti e non, devi prendere? Quali dubbi ti affliggono e rendono la tua decisone più o meno complessa? Quanto ti semplificherebbe la vita se esistesse una tecnologia che, inseriti i tuoi dubbi, tirasse fuori certezze passando per il filtro dei tuoi valori ed estraendo la soluzione migliore?
Sto parlando di un sistema di assistenza decisionale che aiuti le persone a prendere le decisioni, non sulla base di un metodo scientifico e oggettivo, imprescindibile dall’individuo che ne rappresenta l’oggetto, ma allontanandosi da una mera tecnologia fredda e asettica, di un sistema che prende in considerazione la tua storia e la tua natura personale più profonda, per assisterti a prendere la decisione più coerente con te stesso.

Come abbiamo già detto, tutti noi prendiamo decisioni tutti i giorni, alcune di queste decisioni sono relativamente semplici e dirette, altre sono complesse e articolate, perchè coinvolgono una quantità di variabili di difficile controllo. E questo non ci piace affatto, perchè l’essere umano sente la necessità di esercitare controllo o un illusione di controllo sulla realtà circostante; proprio questa necessità spinse nel 1738 un brillante giovane matematico olandese, tale Daniel Bernoulli a fare all’umanità uno dei più nobili e INUTILI regali che abbia mai ricevuto in tutta la sua storia:

E(u | p, X)=x∈ Xp(x)u(x)

Se non ci capite niente e vi sembra greco antico, in effetti avete ragione, è greco. In realtà in un italiano non altrettanto preciso quanto la sua versione matematica, il concetto è molto semplice: “il valore che ci aspettiamo da ogni singola azione è uguale al prodotto tra la probabilità che questa azione ci faccia guadagnare qualcosa e il valore che ha questo guadagno per noi.”

Valore che ci aspettiamo da ogni singola azione (il buono che possiamo aspettarci di ottenere)
=
La probabilità che questa azione ci faccia guadagnare qualcosa  X  Il valore che ha questo guadagno per noi

Per semplificare tutto con un esempio se ti sfido a testa o croce con una  moneta e ti chiedo 4 euro per giocare, promettendotene 10 in caso di vittoria, il tuo cervello farà il calcolo abbastanza velocemente: 12*10=5
Una possibilità su due si moltiplica ai 10 euro di guadagno potenziale e ci da un risultato superiore rispetto all’investimento iniziale di 4 euro. La formula è perfetta nella sua ineccepibile semplicità, e ci mostra quali sono gli errori più comuni nel processo decisionale di tutti noi:

  1. Errori nello stimare le probabilità di successo
  2. Errori nello stimare il valore

In effetti quando introduciamo questa equazione in una realtà che non è fatta solo di testa o croce, di sei facce come di un dado, piuttosto che di 54 carte di un mazzo, le cose si complicano decisamente; le variabili aumentano in modo esponenziale ed entrano in gioco così i nostri limiti.

Ad esempio pagheresti un bicchiere di acqua naturale 10 euro? No? Sei proprio sicuro?
E se ti dicessi che sei da due giorni, perso nel deserto del Sahara completamente disidratato con uno zaino pieno zeppo di contanti?
La memoria ci tende un sacco di trappole. Crea in noi uno standard accettabile per il prezzo di un bicchiere di acqua naturale sulla base delle esperienze passate e non ci fa analizzare il contesto con la lucidità necessaria a prendere una buona decisione.
Il confronto con il passato ci impedisce di sfruttare più occasioni di quelle che non crediamo di avere.

Questo meccanismo, come tanti altri processi automatici che effettuiamo, in realtà ci semplificano notevolmente la vita, permettendoci di usare scorciatoie di pensiero per prendere decisioni in modo immediato e per risparmiare energia cognitiva, e prendono il nome di euristiche.

La verità è che il nostro cervello si è evoluto per affrontare un mondo diverso da quello in cui viviamo ora. Si è evoluto per un mondo in cui le persone vivevano in gruppi molto piccoli, non incontravano mai alcuno che fosse tanto diverso da loro, vivevano una vita piuttosto corta in cui le scelte da fare erano poche e le priorità erano mangiare e accoppiarsi subito.
Prima ho definito il regalo di Bernoulli INUTILE, non per essere offensivo nei suoi confronti, perchè mai potrei permettermi fino a quando non avrò anche io una pagina dedicata su wikipedia, ma perchè la sua formula, tanto semplice quanto geniale, è applicabile in un mondo per cui la natura non ci ha ancora programmati, questo spiega perchè siamo così pessimi a metterla in pratica, ma spiega anche perchè è importante che diventiamo bravi in fretta: siamo l’unica specie sulla terra che abbia mai avuto il destino nelle proprie mani; non abbiamo predatori significativi, siamo padroni indiscussi del nostro ambiente fisico, i fattori che sono causa di estinzione delle specie non sono più un pericolo per noi. L’unica cosa che ci può condannare e distruggere per sempre sono le nostre stesse decisioni. Se non saremo qui tra dieci mila anni sarà perchè non siamo stati in grado di approfittare di un regalo che ci è stato fatto da un giovane olandese nel 1738, sarà perchè abbiamo sottovalutato le probabilità di dolori futuri e sovrastimato il valore dei nostri piaceri presenti, senza considerare l’eccellente spunto di Bernoulli e la necessità di trovare una metodologia per prendere le decisioni giuste e continuare ad essere padroni del nostro destino.

C’è sempre tempo per imparare a prendere le migliori decisioni per costruirci un futuro radioso, ma se potessimo allenare i nostri giovani a trovare la loro personalissima strategia per prendere le migliori decisioni per loro stessi, avremmo forse adulti più consapevoli o più coerenti?

Edoardo Procacci
Fondatore e CEO de La Scuola Delle Idee

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